Nota importante. Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o tributaria. Gli importi e le regole citati vanno sempre verificati sulle fonti ufficiali del Comune di Salerno (Albo Pretorio, portale Tourist Tax) e, per i casi specifici, con un professionista abilitato. Le delibere possono essere aggiornate o modificate: controlla la versione vigente prima di applicare qualsiasi tariffa.
Se gestisci una locazione breve a Salerno, nel 2026 c'è un dettaglio che genera parecchia confusione: l'imposta sui pernottamenti cambia importo due volte nello stesso anno. Sapere quale tariffa applicare, in quale periodo e come versarla correttamente fa la differenza tra un adempimento pulito e il rischio di sanzioni. Qui trovi la timeline aggiornata, esempi di calcolo pensati per gli host (non per gli hotel) e una checklist operativa.
Quanto si paga a Salerno nel 2026
Per le strutture inquadrate come locazioni brevi / case vacanza, nel 2026 la tariffa di riferimento è così articolata (importi da verificare sulle delibere vigenti):
- Dal 1° gennaio 2026: circa €2 a persona per notte.
- Dal 1° giugno 2026: circa €3 a persona per notte.
In entrambi i casi si applica il limite dei 7 pernottamenti consecutivi: dall'ottava notte in poi, per lo stesso ospite nella stessa struttura, l'imposta non è dovuta.
Questa è la risposta rapida. Per applicarla senza sbagliare, però, conviene capire da dove nascono le due tariffe e come sono cambiate.
Le due variazioni tariffarie del 2026: la timeline
Il motivo per cui esistono due importi nello stesso anno è che si sono succeduti due atti amministrativi:
1. Delibera di Giunta Comunale n. 458 del 26/11/2025 — ha fissato le tariffe applicabili dal 1° gennaio 2026, con l'importo per le locazioni brevi intorno a €2 a notte. 2. Delibera del Commissario Straordinario n. 50 dell'8/04/2026 — ha rideterminato le tariffe dal 1° giugno 2026, portando le locazioni brevi intorno a €3 a notte e rivedendo l'impianto complessivo degli importi.
In pratica la prima delibera resta valida per la parte iniziale dell'anno, la seconda la sostituisce a partire da giugno. È un passaggio che molti host non conoscono, anche perché le informazioni sono distribuite su pagine istituzionali separate e spesso sintetiche.
Attenzione alla verifica. Prima di applicare gli importi da giugno 2026, controlla sull'Albo Pretorio del Comune di Salerno che la delibera commissariale sia definitiva e confermata. Un atto commissariale può essere soggetto ad aggiornamenti: pubblica e applica solo tariffe verificate alla data in cui operi.
Tabella tariffe aggiornate per periodo
La tabella seguente è illustrativa e va riscontrata con le delibere vigenti. Ci concentriamo sulla riga che interessa la maggior parte degli host.
*In tutti i casi vale il tetto dei 7 pernottamenti consecutivi. Gli importi delle categorie alberghiere sono più alti e articolati per stelle: se gestisci una locazione breve, il riferimento è la prima riga.*
La regola dei 7 pernottamenti consecutivi
L'imposta si applica solo alle prime 7 notti consecutive dello stesso ospite. Ecco come funziona con qualche esempio pratico (tariffa illustrativa di €3 da giugno 2026, 2 ospiti):
- Soggiorno di 3 notti, 2 persone: 3 notti × 2 persone × €3 = €18.
- Soggiorno di 7 notti, 2 persone: 7 notti × 2 persone × €3 = €42 (si paga per tutte e 7 le notti).
- Soggiorno di 10 notti, 2 persone: si paga solo per le prime 7 notti → 7 × 2 × €3 = €42. Le notti dalla 8ª alla 10ª non sono soggette all'imposta.
La formula operativa è semplice:
Imposta dovuta = tariffa × numero persone × numero notti (massimo 7)
Esenzioni previste a Salerno
Le esenzioni sono definite dal Regolamento comunale sull'Imposta di Soggiorno (adottato con delibera del Consiglio Comunale) e non vanno interpretate a memoria. Tra le categorie tipicamente previste dai regolamenti comunali italiani rientrano, a titolo di esempio e da verificare nel testo vigente:
- minori entro una determinata età;
- persone con disabilità e relativo accompagnatore;
- soggetti che assistono degenti ricoverati in strutture sanitarie;
- personale in servizio in determinate condizioni.
Per ogni esenzione può essere richiesta una dichiarazione o documentazione dell'ospite. Meglio non applicare esenzioni "per sentito dire": leggi l'elenco ufficiale nel Regolamento del Comune di Salerno e conserva le eventuali autocertificazioni.
Come riscuotere, dichiarare e versare l'imposta
Il flusso operativo tipico per un host a Salerno è questo:
1. Riscossione dall'ospite. L'imposta viene incassata dagli ospiti al momento del soggiorno (o inclusa nella comunicazione del prezzo). L'host agisce come soggetto responsabile della riscossione. 2. Registrazione e dichiarazione tramite il portale Tourist Tax indicato dal Comune, dove si comunicano pernottamenti, esenzioni e imposta incassata. 3. Versamento al Comune tramite PagoPA, secondo le scadenze indicate dal portale e dal Regolamento.
Le cadenze di dichiarazione e versamento (ad esempio trimestrali) vanno confermate sul Regolamento e sulla pagina servizi del Comune, perché possono cambiare. Segnati le scadenze in calendario: la puntualità evita sanzioni.
Gestire questo ciclo su più prenotazioni e più portali è ripetitivo. Chi organizza le operazioni quotidiane della propria casa vacanza con Bravolet nella zona di Salerno può contare sulla sincronizzazione multi-portale, sulla comunicazione con gli ospiti attiva 24 ore su 24 in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, e sul supporto alla gestione dell'imposta di soggiorno, con reportistica chiara al proprietario.
Airbnb e imposta di soggiorno a Salerno: nessuna convenzione
Uno degli errori più diffusi tra gli host salernitani riguarda Airbnb. In molti Comuni esiste una convenzione che consente alla piattaforma di riscuotere e versare l'imposta al posto dell'host. A Salerno, allo stato, questa convenzione non risulta attiva.
Cosa significa in pratica: la riscossione e il versamento restano a carico dell'host, che deve incassare l'imposta dagli ospiti e versarla direttamente al Comune via PagoPA. Non dare per scontato che ci pensi la piattaforma.
Attenzione anche a non confondere due cose diverse:
- Imposta di soggiorno: tributo comunale sui pernottamenti, versato al Comune di Salerno.
- Cedolare secca / ritenuta: regime fiscale sui redditi da locazione breve, disciplinato a livello nazionale (D.L. 50/2017). Le piattaforme possono applicare ritenute e comunicazioni fiscali, ma questo non ha nulla a che vedere con l'imposta di soggiorno comunale.
Sono binari separati: uno riguarda il Comune, l'altro l'Agenzia delle Entrate.
Codice CUSR e adempimenti collegati (Alloggiati Web e CIN)
L'imposta di soggiorno non vive isolata: si inserisce in un quadro di adempimenti che l'host deve rispettare per operare in regola.
- CUSR: codice identificativo usato dal Comune per associare la struttura al portale dell'imposta di soggiorno. Va richiesto/associato prima di iniziare a dichiarare.
- Alloggiati Web (Polizia di Stato): comunicazione delle generalità degli ospiti entro le tempistiche previste. Verifica sempre l'indirizzo PEC aggiornato della Questura per eventuali comunicazioni.
- CIN e BDSR: il Codice Identificativo Nazionale e la Banca Dati delle Strutture Ricettive sono adempimenti nazionali che si intrecciano con quelli locali. Chi vuole un quadro d'insieme aggiornato sugli obblighi identificativi delle locazioni brevi trova un buon punto di partenza nella panoramica su CIN e affitti brevi.
Questi passaggi sono cumulativi: il CIN non sostituisce l'imposta di soggiorno, e viceversa.
Sanzioni e ravvedimento operoso
Applicare la tariffa sbagliata o dimenticare un versamento ha conseguenze. Un caso concreto e attuale: continuare ad applicare €2 dopo il 1° giugno 2026, quando la tariffa è passata a €3, significa riscuotere meno del dovuto e ritrovarsi con un versamento incompleto.
Le irregolarità tipiche sono:
- mancata o insufficiente riscossione dagli ospiti;
- omessa o infedele dichiarazione periodica;
- mancato o ritardato versamento al Comune.
In caso di errore in buona fede, l'ordinamento prevede in genere il ravvedimento operoso, che consente di regolarizzare con sanzioni ridotte pagando spontaneamente prima dei controlli. Modalità e percentuali vanno verificate con il Comune e con un professionista: meglio non improvvisare.
Esempi di calcolo per host di affitti brevi
Tre scenari realistici (tariffe illustrative da verificare):
1. Coppia, 4 notti a marzo 2026 (tariffa €2): 4 × 2 × €2 = €16. 2. Famiglia di 3, 6 notti a luglio 2026 (tariffa €3): 6 × 3 × €3 = €54. 3. Due ospiti, 12 notti a settembre 2026 (tariffa €3, tetto 7 notti): 7 × 2 × €3 = €42 (le notti oltre la settima non contano).
Checklist rapida per l'host
- [ ] Verificare all'Albo Pretorio la tariffa vigente alla data del soggiorno (€2 fino a maggio, €3 da giugno 2026).
- [ ] Richiedere/associare il CUSR sul portale dell'imposta di soggiorno.
- [ ] Comunicare l'imposta all'ospite in modo trasparente e incassarla.
- [ ] Applicare correttamente il tetto dei 7 pernottamenti.
- [ ] Gestire eventuali esenzioni con documentazione dal Regolamento vigente.
- [ ] Dichiarare i pernottamenti sul portale Tourist Tax entro la cadenza prevista.
- [ ] Versare via PagoPA entro le scadenze.
- [ ] Comunicare gli ospiti su Alloggiati Web (PEC Questura aggiornata).
- [ ] Verificare CIN/BDSR.
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Riscossione, dichiarazioni, versamenti, Alloggiati Web e sincronizzazione tra i portali possono diventare pesanti quando le prenotazioni aumentano. Bravolet gestisce la parte operativa con una commissione base del 6% (10% con il supporto telefonico agli ospiti), senza costi di attivazione e senza vincoli di contratto a lungo termine; le pulizie sono sempre quotate separatamente e in modo trasparente. Trovi il funzionamento del servizio e cosa resta netto per te nella pagina come funziona Bravolet, così puoi valutare con calma se fa al caso tuo. Per le decisioni fiscali specifiche, confrontati sempre con un professionista.