Avviare affitti brevi a Napoli

Tutto quello che devi sapere per iniziare un'attività ricettiva o locazione breve a Napoli: dati di mercato aggiornati, quadro normativo completo, analisi per quartiere e consigli pratici per massimizzare i ricavi.

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Score: 79/100
ADR: 94/notte
Occupazione: 64%
Crescita YoY: +8%

Dati di mercato

Il mercato degli affitti brevi a Napoli

Dati aggiornati per valutare la redditività del mercato Napoli per locazioni brevi

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Buono

Punteggio complessivo mercato

Napoli ha una domanda STR molto profonda grazie a turismo culturale e leisure, crociere, aeroporto internazionale e city break distribuiti lungo tutto l'anno. A sostenere l'occupazione contribuiscono anche università, poli ospedalieri, viaggi di lavoro, fiere e congressi a Fuorigrotta e grandi eventi sportivi e musicali. L'ADR resta inferiore a Roma e Firenze, ma prezzi d'acquisto più bassi e occupazione solida mantengono molto competitivo il rapporto tra ricavi e investimento.

+20 punti

Prezzo immobili

3015€/mq

Costo medio acquisto residenziale

Affitto tradizionale

14,9€/mq/mese

Canone medio locazione lunga

Ricavo STR annuo

21.900€/anno

Stima monolocale ben gestito

Tariffa media/notte

94€/notte

ADR medio piattaforme OTA

Tasso occupazione

64%

Media annua per strutture attive

Crescita YoY

+8%

Variazione ricavi vs anno precedente

Quadro normativo

Normativa affitti brevi a Napoli — 2024

Requisiti legali, adempimenti obbligatori e sanzioni per chi avvia una locazione breve o attività ricettiva a Napoli

A Napoli il CIN è obbligatorio per locazioni brevi, locazioni turistiche e strutture ricettive. In Campania si ottiene tramite BDSR dopo avere sistemato i dati regionali e, se necessario, dopo il rilascio del CUSR; il codice va esposto all'esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio online e offline.

Sanzione: Da €800 a €8.000 per mancata acquisizione del CIN; da €500 a €5.000 se non viene esposto o indicato negli annunci.

Fonte ufficiale

Le generalità degli ospiti vanno trasmesse telematicamente alla Questura tramite Alloggiati Web entro 24 ore dall'arrivo; per soggiorni inferiori alle 24 ore la comunicazione va fatta all'arrivo. L'adempimento vale anche per la locazione breve e richiede credenziali rilasciate dalla Questura competente.

Sanzione: Fino a circa €3.000, oltre a possibili contestazioni ai sensi dell'art. 109 TULPS.

Fonte ufficiale

Per un privato che opera a Napoli, la soglia prudenziale per restare chiaramente fuori dall'attività d'impresa è di 2 unità. Tra 3 e 4 immobili serve una verifica seria con commercialista e SUAP sulla reale organizzazione dell'attività; alla quinta unità la normativa presume l'esercizio in forma imprenditoriale e impone l'adeguamento.

Sanzione: Se superi 4 unità senza adeguarti al regime imprenditoriale, la SCIA dovuta può essere sanzionata da €2.000 a €10.000.

Fonte ufficiale

Per le strutture ricettive extralberghiere soggette a SCIA in Campania va dichiarata la stipula di una polizza di responsabilità civile con rinnovo periodico. Per operare in modo prudente a Napoli, soprattutto in condomini e immobili con elevato turnover, è opportuno prevedere un massimale non inferiore a €1.000.000.

Sanzione: L'assenza della copertura rende la posizione irregolare in sede di SCIA e lascia il gestore esposto verso ospiti e terzi in caso di danni.

Fonte ufficiale

A Napoli l'imposta è dovuta dai non residenti con più di 14 anni, fino a un massimo di 14 pernottamenti consecutivi. Per le locazioni brevi è pari a €5,00 per persona/notte fino al 30 aprile 2026 e sale a €6,00 dal 1° maggio 2026; per le strutture ricettive extra alberghiere passa da €4,50 a €5,50 nelle stesse date. Il gestore deve iscriversi al GEIS Portal e rispettare dichiarazioni e riversamenti previsti dal Comune anche se usa OTA convenzionate.

Sanzione: Omessi riversamenti o dichiarazioni espongono ad accertamenti, sanzioni tributarie, interessi e responsabilità da agente contabile.

Fonte ufficiale

A Napoli la SCIA è obbligatoria per B&B, affittacamere, case vacanza e per la locazione breve o turistica svolta in forma imprenditoriale. Per la locazione breve pura sotto i 30 giorni in forma non imprenditoriale non si presenta SCIA, ma resta comunque obbligatoria la comunicazione al SUAP per ottenere il CUSR.

Sanzione: Se la SCIA è dovuta e non viene presentata, la sanzione va da €2.000 a €10.000.

Fonte ufficiale

Non è normalmente richiesta al piccolo locatore privato con una o due unità gestite senza organizzazione imprenditoriale. Diventa però necessaria quando l'attività è svolta in modo professionale, con struttura organizzata o con 3 o più immobili gestiti come business; oltre 4 unità la presunzione d'impresa è espressa dalla normativa nazionale.

Sanzione: Operare senza iscrizione quando dovuta espone a contestazioni camerali e fiscali, oltre alla possibile riqualificazione dell'attività.

Fonte ufficiale

L'immobile deve avere destinazione d'uso compatibile, requisiti edilizi e igienico-sanitari, impianti conformi e documentazione tecnica coerente. Per locazioni brevi e turistiche sono inoltre obbligatori rilevatori di gas e monossido funzionanti ed estintori portatili a norma; a Napoli questi aspetti emergono nei controlli SUAP e nei controlli successivi.

Sanzione: Per i dispositivi di sicurezza la sanzione va da €600 a €6.000 per ciascuna violazione accertata; in più il Comune può contestare l'irregolarità della struttura.

Fonte ufficiale

Prima di pubblicare l'alloggio conviene controllare con attenzione il regolamento condominiale contrattuale e le delibere già assunte. In alcuni edifici del centro di Napoli, soprattutto nei palazzi storici, possono esserci limiti sull'uso ricettivo, sulle targhe esterne, sugli accessi o sugli orari di silenzio.

Sanzione: Possibili contestazioni condominiali, diffide e contenziosi civili anche se l'attività è regolare sotto il profilo amministrativo.

Per gli affitti brevi la cedolare secca si applica al 21% sulla prima unità immobiliare scelta dal contribuente e al 26% sulle ulteriori unità locate brevemente. A Napoli è un punto da valutare con attenzione perché, con ricavi tipici tra 18 e 30 mila euro annui a immobile nelle zone migliori, il salto d'aliquota incide molto sul margine netto.

Prima del CIN, a Napoli ogni attività di locazione breve o ricettiva deve ottenere il Codice Unico Strutture Ricettive della Campania. Il CUSR è generato dal Comune tramite la piattaforma regionale e resta obbligatorio nella promozione e nella commercializzazione anche dopo il rilascio del CIN.

Sanzione: Da €500 a €1.000 per ogni attività promossa o commercializzata senza CUSR o con codice errato o ingannevole.

Fonte ufficiale

Per la locazione breve non imprenditoriale a Napoli serve una comunicazione telematica al SUAP tramite impresainungiorno, secondo il modello approvato dalla Regione Campania. Senza questo passaggio il Comune non può generare il CUSR e la posizione resta irregolare ai fini dei controlli.

Sanzione: Non sono previsti diritti d'istruttoria, ma l'omessa comunicazione blocca CUSR e CIN e può portare a ordine di regolarizzazione o inibizione dell'attività.

Fonte ufficiale

Le attività di locazione breve e turistica in Campania devono trasmettere alla Regione arrivi, partenze e presenze ai fini statistici ISTAT tramite la piattaforma Sinfonia Turismo SMART. È un adempimento distinto da Alloggiati Web e dall'imposta di soggiorno, quindi va gestito separatamente.

Sanzione: L'omessa comunicazione espone a contestazioni nei controlli statistici e regionali e complica la posizione amministrativa della struttura.

Fonte ufficiale
B

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Analisi per zona

I migliori quartieri di Napoli per gli affitti brevi

Redditività, profilo ospiti e trend di mercato per ogni zona

Centro Storico e Decumani

In crescita
Score87/100

ADR medio

108

Occupazione

71%

Turisti internazionali, coppie, cultura, city break
  • Domanda tutto l'anno
  • Patrimonio UNESCO
  • Tutto a piedi

Chiaia e Lungomare

In crescita
Score84/100

ADR medio

119

Occupazione

67%

Coppie, fascia alta, weekend, affari
  • Lungomare iconico
  • Retail e ristoranti
  • Segmento premium

Quartieri Spagnoli e Toledo

In crescita
Score81/100

ADR medio

101

Occupazione

69%

Turisti giovani, coppie, enogastronomia, city break
  • Vita notturna forte
  • Alta visibilità online
  • Metro Toledo vicina

Vomero e Arenella

Stabile
Score74/100

ADR medio

88

Occupazione

61%

Famiglie, domestici, weekend, affari
  • Residenziale di qualità
  • Servizi di quartiere
  • Clientela domestica

Fuorigrotta e Mostra d'Oltremare

In crescita
Score68/100

ADR medio

79

Occupazione

59%

Eventi, concerti, fiere, famiglie
  • Stadio e concerti
  • Fiere e congressi
  • Prezzi d'ingresso moderati

Sanità e Materdei

In crescita
Score62/100

ADR medio

74

Occupazione

57%

Budget, coppie, cultura, autenticità
  • Prezzi ancora accessibili
  • Vicino Museo e Centro
  • Autenticità percepita

Due strade, una scelta facile

Come avviare un affitto breve a Napoli

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Tempo stimato

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FAQ

Domande frequenti sugli affitti brevi a Napoli

Le risposte alle domande più comuni

A Napoli, per restare davvero in area privata e non imprenditoriale, la soglia più prudente è di 2 appartamenti. In Campania ogni unità va comunque comunicata al SUAP per ottenere il CUSR e poi il CIN, quindi anche il piccolo host ha adempimenti formali precisi. Tra 3 e 4 immobili il rischio di qualificazione imprenditoriale cresce molto e va valutato caso per caso con commercialista e SUAP. Dalla quinta unità la legge presume attività d'impresa e serve l'adeguamento con SCIA imprenditoriale, partita IVA e normalmente Registro Imprese.

Sì, a Napoli il CIN è obbligatorio per pubblicare e locare legalmente su Airbnb, Booking e canali diretti. In Campania il percorso corretto è prima ottenere o sistemare il CUSR e poi richiedere il CIN tramite la piattaforma nazionale BDSR. Il codice va indicato in ogni annuncio e va anche esposto all'esterno dello stabile, nel rispetto degli eventuali vincoli dell'edificio. Se non lo acquisisci rischi sanzioni da €800 a €8.000, oltre a ulteriori sanzioni se ometti il codice negli annunci.

Per un monolocale ben gestito in zona semi-centrale a Napoli la stima realistica è intorno a 19.000-23.000 euro lordi annui, con media cittadina vicina a 21.900 euro. In Centro Storico e Decumani si può salire a 24.000-29.000 euro, in Chiaia e Lungomare a 25.000-31.000 euro, mentre Vomero, Fuorigrotta e Sanità si muovono più spesso fra 16.000 e 23.000 euro a seconda del prodotto. Il dato dipende soprattutto da accessibilità, recensioni, allestimento, calendario aperto e revenue management. Ricorda che ricavo lordo non significa utile netto: commissioni, pulizie, utenze e manutenzione riducono in modo sensibile il margine.

Sì, se ospiti persone non residenti nel Comune di Napoli e con più di 14 anni. Per le locazioni brevi l'imposta è di €5,00 a persona per notte fino al 30 aprile 2026 e sale a €6,00 dal 1° maggio 2026; per le strutture extra alberghiere passa da €4,50 a €5,50 nelle stesse date. L'imposta si applica fino a un massimo di 14 notti consecutive per ospite. Devi registrarti al GEIS Portal e rispettare dichiarazioni e riversamenti comunali anche se lavori con piattaforme convenzionate che incassano per tuo conto.

La locazione turistica o breve a Napoli è un contratto di godimento dell'immobile senza colazione e senza servizi alberghieri continuativi; se non imprenditoriale e sotto i 30 giorni non richiede SCIA, ma richiede comunque comunicazione al SUAP, CUSR, CIN, Alloggiati Web e tassa di soggiorno. Il B&B in Campania è invece una struttura extralberghiera disciplinata dalla legge regionale, richiede SCIA, assicurazione RC e stabile domicilio o residenza del titolare nell'immobile. Inoltre il B&B può offrire la prima colazione ed è soggetto al limite regionale di massimo 4 camere e 8 posti letto. Se inizi a offrire servizi tipicamente alberghieri, il Comune non ti considera più una semplice locazione breve.

Sì, a Napoli puoi operare senza partita IVA se l'attività resta realmente non imprenditoriale e, in via prudenziale, limitata a una o due unità. Questo però non ti esonera dagli adempimenti: servono comunicazione al SUAP, CUSR, CIN, Alloggiati Web, Sinfonia Turismo SMART e gestione della tassa di soggiorno. Se l'attività diventa abituale, organizzata come business o cresce di dimensione, la partita IVA diventa il percorso corretto. In ogni caso, oltre 4 unità la normativa presume attività d'impresa.

Per un monolocale ben posizionato a Napoli, la gestione completa costa in media il 18-25% dei ricavi lordi: su circa 22.000 euro annui significa 4.000-5.500 euro solo di management. A parte ci sono pulizie e lavanderia, che in città stanno spesso tra 40 e 60 euro a turnover, oltre a utenze, manutenzione, kit cortesia, software e commissioni OTA. In Centro Storico e Chiaia i costi di standard e housekeeping tendono a essere più alti; in Fuorigrotta o Sanità sono di solito più leggeri. Se gestisci in autonomia puoi risparmiare, ma devi presidiare pricing, messaggistica ospiti e pratiche amministrative quasi ogni giorno.

Per gli affitti brevi a Napoli puoi optare per la cedolare secca al 21% sulla prima unità immobiliare che indichi in dichiarazione. Sulle ulteriori unità locate brevemente l'aliquota sale al 26%; oltre 4 unità la normativa presume attività d'impresa e il tema cambia anche sul piano fiscale e camerale. Su 21.900 euro lordi annui, il 21% corrisponde a circa 4.599 euro di imposta sostitutiva sul primo immobile. La scelta va coordinata con eventuali ritenute operate dalle piattaforme e con la tua situazione IRPEF complessiva.