Avviare affitti brevi a Genova
Tutto quello che devi sapere per iniziare un'attività ricettiva o locazione breve a Genova: dati di mercato aggiornati, quadro normativo completo, analisi per quartiere e consigli pratici per massimizzare i ricavi.
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Dati di mercato
Il mercato degli affitti brevi a Genova
Dati aggiornati per valutare la redditività del mercato Genova per locazioni brevi
Punteggio complessivo mercato
Genova ha un mercato STR solido perché combina turismo leisure, crociere, porto, eventi come il Salone Nautico, domanda business e flussi legati a università e ospedali. Rispetto ad altre grandi città italiane l'ADR è più moderato, ma l'occupazione è buona e i prezzi d'acquisto restano accessibili, creando un rapporto interessante tra ricavo lordo da affitto breve e canone tradizionale. La concorrenza crescente e una stagionalità ancora visibile impediscono però alla città di raggiungere i punteggi dei mercati top come Milano, Roma o Firenze.
+9 punti
Prezzo immobili
1781€/mq
Costo medio acquisto residenziale
Affitto tradizionale
10,46€/mq/mese
Canone medio locazione lunga
Ricavo STR annuo
26.000€/anno
Stima monolocale ben gestito
Tariffa media/notte
108€/notte
ADR medio piattaforme OTA
Tasso occupazione
66%
Media annua per strutture attive
Crescita YoY
+19%
Variazione ricavi vs anno precedente
Quadro normativo
Normativa affitti brevi a Genova — 2024
Requisiti legali, adempimenti obbligatori e sanzioni per chi avvia una locazione breve o attività ricettiva a Genova
Per pubblicare e promuovere un appartamento o una struttura ricettiva a Genova è obbligatorio il CIN. In Liguria, per gli appartamenti ammobiliati a uso turistico, il percorso corretto è: registrazione dell'immobile su Ross1000, rilascio del codice regionale CITRA e successiva richiesta del CIN sulla BDSR del Ministero del Turismo. Il CIN va indicato negli annunci online e, dove possibile, esposto all'esterno dello stabile.
Sanzione: Sanzione amministrativa da €800 a €8.000 per mancata richiesta del CIN; inoltre la mancata pubblicazione/esposizione del codice comporta sanzioni da €500 a €5.000.
Anche a Genova i locatori di affitti brevi devono comunicare alla Questura le generalità degli ospiti tramite il portale Alloggiati Web. L'invio va fatto entro 24 ore dall'arrivo, oppure entro 6 ore se il soggiorno dura meno di 24 ore. L'obbligo si applica anche ai locatori e sublocatori che affittano per periodi inferiori a 30 giorni.
Sanzione: Omessa o tardiva comunicazione: sanzioni ai sensi degli articoli 109 e 17 TULPS, con rischio di contestazioni penali/amministrative; in pratica il rischio sanzionatorio viene spesso ricondotto fino a circa €3.000 nei casi più rilevanti.
A Genova, se vuoi operare come semplice privato senza struttura imprenditoriale, la soglia prudenziale resta fino a 2 appartamenti. Dalla terza unità in poi è opportuno verificare con commercialista e consulente locale l'inquadramento corretto, soprattutto se usi collaboratori, servizi ripetuti o una gestione organizzata. Oltre 4 appartamenti la normativa fiscale presume comunque l'esercizio in forma imprenditoriale.
Sanzione: Rischio di riqualificazione dell'attività come impresa, recuperi fiscali e contributivi, obbligo di partita IVA e possibili adempimenti camerali arretrati.
Per B&B, affittacamere e altre strutture ricettive disciplinate dalla legge regionale ligure la polizza di responsabilità civile verso i clienti è obbligatoria e va mantenuta attiva con i successivi rinnovi. Per la locazione turistica pura l'obbligo non è formulato allo stesso modo, ma a Genova è comunque fortemente raccomandato lavorare con una copertura non inferiore a €1.000.000, soprattutto in condomini e palazzi storici. È una tutela importante sia per danni agli ospiti sia per danni a terzi e parti comuni.
Sanzione: Per le strutture ricettive soggette all'obbligo: sanzione regionale da €250 a €3.000 e possibile sospensione dell'attività fino all'adeguamento della copertura.
Nel Comune di Genova gli appartamenti ammobiliati a uso turistico, gli affittacamere, i B&B e le case/appartamenti per vacanze applicano in generale €3 per persona per notte. L'imposta si applica ai non residenti fino a un massimo di 8 pernottamenti consecutivi nella stessa struttura. Il gestore deve riscuoterla, gestirla tramite il portale comunale TouristTax e conservare la documentazione richiesta dal Comune.
Sanzione: In caso di omesso riversamento o dichiarazioni irregolari il Comune può recuperare l'imposta dovuta, applicare sanzioni e interessi.
Per la locazione turistica pura sotto i 30 giorni, senza servizi tipici dell'attività ricettiva, a Genova non si presenta normalmente SCIA al SUAP: resta però obbligatoria la comunicazione regionale dell'AAUT tramite Ross1000. La SCIA è invece necessaria per B&B, affittacamere, CAV e per l'attività svolta in forma imprenditoriale. Se la gestione diventa organizzata e assimilabile a impresa, la sola veste di locazione breve non basta più.
Sanzione: Per attività imprenditoriale senza SCIA la sanzione nazionale è da €2.000 a €10.000; in ambito regionale l'offerta di ospitalità senza SCIA o senza la comunicazione dovuta può comportare sanzioni fino a €15.000.
Per il privato che affitta in modo non imprenditoriale una o due unità, l'iscrizione al Registro delle Imprese in genere non è richiesta. Diventa invece necessaria quando l'attività assume carattere imprenditoriale, con partita IVA, organizzazione stabile, personale o gestione plurima di immobili. A Genova questo passaggio va valutato con attenzione soprattutto per chi scala oltre la gestione familiare.
Sanzione: Se l'attività viene considerata di fatto imprenditoriale possono emergere contestazioni fiscali, camerali e contributive.
L'immobile usato per affitti brevi a Genova deve essere urbanisticamente regolare, compatibile con l'uso abitativo e con impianti sicuri e conformi. Con la disciplina CIN occorre inoltre attestare i requisiti di sicurezza, inclusi estintori e rilevatori di gas/monossido quando dovuti. In pratica, prima di iniziare conviene verificare agibilità, dichiarazioni di conformità e documentazione tecnica dell'appartamento.
Sanzione: In caso di controllo o sinistro si rischiano sospensione dell'attività, problemi nel mantenimento del CIN e responsabilità civile o penale.
A Genova molti immobili adatti agli affitti brevi si trovano in condomini storici del centro o in palazzi signorili di quartieri come Carignano, Foce e Albaro. Prima di avviare l'attività è prudente verificare regolamento contrattuale, delibere assembleari, eventuali limiti su insegne, check-in autonomo, uso delle parti comuni e rumore. Anche quando l'attività è legittima sul piano amministrativo, un regolamento condominiale può generare contenzioso civile.
Sanzione: Nessuna sanzione amministrativa automatica, ma rischio di diffide, cause civili e contestazioni condominiali.
Per gli affitti brevi puoi optare per la cedolare secca. Sulle locazioni brevi il 21% si applica al primo immobile destinato a questo uso, mentre dal secondo al quarto l'aliquota sale al 26%. A Genova la convenienza va confrontata con il regime IRPEF ordinario in base al numero di appartamenti, ai costi e al tuo reddito complessivo.
Questa è la principale particolarità ligure da conoscere a Genova. Gli appartamenti ammobiliati a uso turistico devono essere comunicati alla Regione tramite la piattaforma Ross1000 prima dell'avvio; la piattaforma genera il modello CO-AAUT, rilascia il CITRA e consente anche la trasmissione dei dati statistici di arrivi e partenze. Dal 1° aprile 2025 la rilevazione dei flussi turistici per gli AAUT avviene obbligatoriamente tramite Ross1000.
Sanzione: Senza previa comunicazione dell'AAUT: sanzione da €2.000 a €15.000. Omissione dei dati di arrivi/partenze sulla piattaforma regionale: da €10 a €90 per ogni omissione.
Analisi per zona
I migliori quartieri di Genova per gli affitti brevi
Redditività, profilo ospiti e trend di mercato per ogni zona
Centro Storico e Porto Antico
ADR medio
124
Occupazione
70%
- Acquario e Caruggi
- A piedi ovunque
- Domanda tutto l'anno
Carignano e Foce
ADR medio
118
Occupazione
66%
- Vicino Brignole
- Fiera e waterfront
- Palazzi signorili
Albaro e Boccadasse
ADR medio
127
Occupazione
61%
- Borgo sul mare
- Target medio-alto
- Passeggiata e spiagge
Nervi e Quarto
ADR medio
121
Occupazione
59%
- Parchi e mare
- Soggiorni più lunghi
- Clientela familiare
Principe e Castelletto
ADR medio
97
Occupazione
60%
- Stazione e porto
- Vista panoramica
- Prezzi più accessibili
Sampierdarena e Dinegro
ADR medio
89
Occupazione
55%
- Terminal traghetti
- Canoni bassi
- Metro e svincoli
Due strade, una scelta facile
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Cedolare secca? IRPEF? Detrazioni? Rischio errori e sanzioni
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Tempo stimato
4-6 settimane
Costo gestione
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FAQ
Domande frequenti sugli affitti brevi a Genova
Le risposte alle domande più comuni
A Genova, se vuoi restare nel perimetro del privato non imprenditoriale, la soglia prudenziale è fino a 2 appartamenti. Ogni unità va comunque comunicata alla Regione Liguria tramite Ross1000, dotata di CITRA/CIN, Alloggiati Web e gestione della tassa di soggiorno. Dalla terza unità in poi conviene fare una verifica fiscale e organizzativa perché aumenta il rischio di riqualificazione come attività d'impresa. Oltre 4 appartamenti, la normativa fiscale presume in ogni caso l'esercizio in forma imprenditoriale.
Sì, il CIN è obbligatorio anche a Genova per pubblicare un annuncio su Airbnb o su altri portali. Per gli AAUT liguri il percorso corretto parte da Ross1000, che rilascia il CITRA; solo dopo si richiede il CIN sulla BDSR del Ministero del Turismo. Il codice va riportato negli annunci e, dove possibile, esposto all'esterno dell'immobile. Senza CIN o senza corretta esposizione si rischiano sanzioni rilevanti.
Per un monolocale ben gestito in zona semi-centrale a Genova, oggi una stima realistica è intorno a 24.000-28.000 euro lordi annui, con ADR medio vicino a 108 euro e occupazione intorno al 66%. In Centro Storico e Porto Antico si può salire spesso verso 28.000-32.000 euro, mentre in Carignano, Foce, Albaro e Nervi il range tipico è circa 25.000-30.000 euro a seconda di vista, arredi e stagionalità. In aree più accessibili come Principe, Castelletto o Sampierdarena, un immobile standard si colloca più facilmente tra 18.000 e 23.000 euro lordi annui. La differenza la fanno foto, recensioni, check-in efficiente e pricing dinamico nei periodi di crociere, eventi e Salone Nautico.
Sì. A Genova, per appartamenti ammobiliati a uso turistico, B&B, affittacamere e case/appartamenti per vacanze, l'imposta di soggiorno è in generale di 3 euro a persona per notte. Si applica ai non residenti fino a un massimo di 8 pernottamenti consecutivi nella stessa struttura. Il gestore deve riscuoterla, registrarla sul portale TouristTax del Comune e conservarne la documentazione. Una gestione errata può comportare recupero dell'imposta, sanzioni e interessi.
A Genova la locazione turistica pura rientra negli AAUT liguri: è una locazione senza servizi ricettivi tipici, non richiede classificazione e normalmente non richiede SCIA, ma impone Ross1000, CITRA/CIN, Alloggiati Web e tassa di soggiorno. Il B&B, invece, è una struttura ricettiva extra-alberghiera disciplinata dalla legge regionale ligure, richiede SCIA, classificazione, polizza RC e altri adempimenti specifici. Nel caso del B&B non imprenditoriale la normativa ligure prevede anche l'obbligo di dimora del titolare. In sintesi: meno servizi e meno burocrazia nella locazione turistica, più obblighi ma anche più operatività nel B&B.
Sì, a Genova puoi farlo se resti nella locazione turistica pura, senza servizi para-alberghieri e senza un'organizzazione d'impresa. Questo non ti esonera però dagli adempimenti: servono Ross1000 con CITRA, richiesta del CIN, Alloggiati Web, requisiti di sicurezza e gestione della tassa di soggiorno. In via prudenziale molti proprietari restano senza partita IVA fino a 1-2 unità. Se aumentano immobili, servizi o struttura organizzativa, conviene verificare subito il corretto inquadramento fiscale.
A Genova, per un monolocale, la gestione completa in outsourcing costa spesso tra il 18% e il 25% dei ricavi lordi più IVA. A questo si aggiungono normalmente 40-60 euro per pulizia a turnover, 15-25 euro per biancheria e circa 20-40 euro al mese tra consumabili, lavanderia e piccola manutenzione. Nel Centro Storico i costi possono salire per check-in più complessi, ZTL, palazzi senza ascensore e turnover più frequenti. La tassa di soggiorno non va considerata un costo operativo se viene riscossa e riversata correttamente.
Sugli affitti brevi a Genova puoi scegliere la cedolare secca, che applica il 21% sul primo immobile destinato a questa attività e il 26% dal secondo al quarto. Se prendi come riferimento un ricavo lordo annuo di circa 26.000 euro, il prelievo teorico è intorno a 5.460 euro sul primo immobile e circa 6.760 euro dal secondo in poi. Oltre 4 appartamenti la legge presume attività imprenditoriale, quindi il quadro cambia radicalmente. La scelta tra cedolare e IRPEF ordinaria va fatta con il commercialista sulla base del tuo reddito complessivo e dei costi.