Avviare affitti brevi a Como

Tutto quello che devi sapere per iniziare un'attività ricettiva o locazione breve a Como: dati di mercato aggiornati, quadro normativo completo, analisi per quartiere e consigli pratici per massimizzare i ricavi.

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Score: 75/100
ADR: 178/notte
Occupazione: 59%
Crescita YoY: +5%

Dati di mercato

Il mercato degli affitti brevi a Como

Dati aggiornati per valutare la redditività del mercato Como per locazioni brevi

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Buono

Punteggio complessivo mercato

Como ha un mercato STR più piccolo delle grandi città, ma con ticket medio alto grazie al Lago di Como, al turismo internazionale, ai matrimoni e ai soggiorni leisure di fascia medio-alta. La vicinanza a Milano e alla Svizzera aiuta a tenere viva la domanda per gran parte dell'anno, anche se la stagionalità resta più marcata rispetto ai mercati urbani prime.

+17 punti

Prezzo immobili

3259€/mq

Costo medio acquisto residenziale

Affitto tradizionale

14,78€/mq/mese

Canone medio locazione lunga

Ricavo STR annuo

38.350€/anno

Stima monolocale ben gestito

Tariffa media/notte

178€/notte

ADR medio piattaforme OTA

Tasso occupazione

59%

Media annua per strutture attive

Crescita YoY

+5%

Variazione ricavi vs anno precedente

Quadro normativo

Normativa affitti brevi a Como — 2024

Requisiti legali, adempimenti obbligatori e sanzioni per chi avvia una locazione breve o attività ricettiva a Como

A Como tutte le locazioni turistiche e le strutture ricettive devono essere in possesso del CIN. In Lombardia il CIN si ottiene dopo l'assegnazione del CIR regionale e va esposto all'esterno dell'immobile oltre che indicato in ogni annuncio, sito web o materiale promozionale.

Sanzione: Sanzione da €800 a €8.000 per mancata richiesta, esposizione o indicazione del CIN.

Fonte ufficiale

Ogni ospite deve essere comunicato alla Questura tramite il portale Alloggiati Web entro 24 ore dal check-in; per i soggiorni inferiori alle 24 ore la comunicazione va effettuata immediatamente. L'obbligo vale anche per chi gestisce locazioni turistiche non imprenditoriali.

Sanzione: Omissioni o ritardi possono comportare sanzioni fino a €3.000 e ulteriori conseguenze ai sensi della normativa di pubblica sicurezza.

Fonte ufficiale

Dal periodo d'imposta 2026 il regime non imprenditoriale delle locazioni brevi si applica fino a un massimo di 2 appartamenti per ciascun periodo d'imposta. A Como, superata questa soglia, la gestione va impostata come attività imprenditoriale con partita IVA e adempimenti collegati.

Sanzione: Il superamento del limite espone alla riqualificazione in attività d'impresa, con recuperi fiscali, obblighi camerali e sanzioni connesse agli adempimenti omessi.

Fonte ufficiale

Per operare con standard professionale a Como è necessaria una polizza di responsabilità civile verso terzi; nella pratica di mercato si considera adeguato un massimale minimo di almeno €1.000.000. Regione Lombardia ricorda inoltre che la copertura assicurativa offerta dalle piattaforme online non sostituisce la polizza del gestore prevista dalla legge.

Sanzione: In assenza di copertura il gestore resta esposto direttamente ai danni causati a ospiti o terzi; nelle gestioni imprenditoriali la mancanza della polizza può incidere sulla regolarità dell'attività.

Fonte ufficiale

A Como locazioni turistiche, locazioni brevi, CAV, B&B e affittacamere applicano €3,00 per persona per notte, fino a un massimo di 4 pernottamenti consecutivi. Sono esenti, tra gli altri, i residenti nel Comune, i minori di 14 anni e i pernottamenti successivi al quarto giorno. Il gestore deve incassare l'imposta, presentare la dichiarazione mensile entro il 15 del mese successivo e riversare gli importi al Comune.

Sanzione: In caso di omessa riscossione, dichiarazione o versamento il Comune può recuperare tributo, sanzioni e interessi.

Fonte ufficiale

A Como la SCIA al SUAP è obbligatoria per B&B, affittacamere, foresterie lombarde, CAV imprenditoriali e attività ricettive esercitate in forma d'impresa. Per la locazione turistica non imprenditoriale, invece, in Lombardia si presenta una CIA/comunicazione di inizio attività al SUAP del Comune.

Sanzione: Avviare un'attività soggetta a SCIA senza titolo può portare a inibizione dell'esercizio e sanzioni amministrative.

Fonte ufficiale

Se affitti fino a 2 appartamenti come privato e resti fuori dalla forma imprenditoriale, l'iscrizione al Registro delle Imprese non è normalmente richiesta. Diventa invece necessaria quando l'attività assume carattere imprenditoriale, tipicamente con 3 o più immobili gestiti professionalmente o con organizzazione stabile.

Sanzione: Se l'attività è di fatto imprenditoriale ma non regolarizzata, si rischiano rilievi camerali, fiscali e l'irregolarità dell'esercizio.

L'immobile destinato ad affitto breve a Como deve essere urbanisticamente regolare, con impianti sicuri e conformi. Per il rilascio del CIN occorre inoltre dichiarare la conformità ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa nazionale, inclusi estintori e rilevatori ove richiesti.

Sanzione: In caso di controlli o sinistri possono scattare contestazioni sulla sicurezza, sospensione dell'attività e responsabilità civili o amministrative.

Fonte ufficiale

Prima di pubblicare l'annuncio è prudente verificare il regolamento condominiale e le delibere interne, soprattutto nei palazzi del centro storico di Como. I punti da controllare riguardano eventuali limiti a locazioni turistiche, insegne, cassette portachiavi, flussi di ospiti e uso delle parti comuni.

Per le locazioni brevi la cedolare secca si applica al 21% su un immobile scelto dal contribuente e al 26% sugli altri immobili destinati a locazione breve. In alternativa si applica il regime IRPEF ordinario, da valutare con il proprio commercialista in base al numero di unità e ai costi deducibili.

Sanzione: Una scelta fiscale errata o una dichiarazione incompleta può generare imposta non versata, sanzioni e interessi.

Fonte ufficiale

In Lombardia, anche a Como, il titolare deve ottenere il CIR attraverso la procedura SUAP/Provincia e comunicare arrivi e presenze degli ospiti nel portale ROSS1000. La rilevazione è obbligatoria anche per le locazioni turistiche e va fatta entro il giorno 5 del mese successivo, anche in caso di apertura senza movimenti o chiusura.

Sanzione: Sanzione amministrativa da €250 a €2.500 per ciascun mese di omessa o incompleta comunicazione dei flussi turistici.

Fonte ufficiale

In Lombardia i B&B e le CAV non imprenditoriali devono osservare un periodo di interruzione dell'attività non inferiore a 90 giorni l'anno. I periodi di sospensione vanno indicati in ROSS1000 e durante tali giornate non può essere svolta attività con finalità turistica.

Sanzione: Sanzione pecuniaria da €1.000 a €5.000 in caso di attività svolta durante il periodo obbligatorio di interruzione o sospensione.

Fonte ufficiale
B

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Analisi per zona

I migliori quartieri di Como per gli affitti brevi

Redditività, profilo ospiti e trend di mercato per ogni zona

Centro Storico e Città Murata

In crescita
Score84/100

ADR medio

215

Occupazione

63%

Turisti internazionali, coppie, weekend, alta spesa
  • Duomo e vie storiche
  • Lago a piedi
  • Domanda estera forte

Borgo Vico e Villa Olmo

In crescita
Score81/100

ADR medio

205

Occupazione

61%

Turisti leisure, coppie, eventi, lusso
  • Villa Olmo vicina
  • Passeggiata a lago
  • Contesto elegante

Sant'Agostino e Valduce

In crescita
Score73/100

ADR medio

175

Occupazione

57%

Coppie, famiglie, turisti lago, soggiorni brevi
  • Funicolare per Brunate
  • Imbarchi battelli vicini
  • Buon compromesso prezzo

Como Borghi

Stabile
Score67/100

ADR medio

155

Occupazione

55%

City break, coppie, budget medio, treno
  • Stazione Como Borghi
  • Accesso rapido al centro
  • Prezzi più accessibili

Camerlata, Rebbio e Breccia

In crescita
Score56/100

ADR medio

125

Occupazione

49%

Budget, famiglie, auto, soggiorni funzionali
  • Stazione e tangenziale
  • Canoni più bassi
  • Domanda in crescita

Due strade, una scelta facile

Come avviare un affitto breve a Como

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Tempo stimato

4-6 settimane

Costo gestione

15-25%

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FAQ

Domande frequenti sugli affitti brevi a Como

Le risposte alle domande più comuni

Dal periodo d'imposta 2026 il regime non imprenditoriale delle locazioni brevi si applica fino a 2 appartamenti; fino al 31 dicembre 2025 il limite fiscale era 4, quindi è importante fare attenzione alla data di riferimento. A Como, se resti entro 2 unità e non offri servizi para-alberghieri in forma organizzata, in genere puoi operare senza partita IVA. Restano però obbligatori CIA o pratica SUAP corretta, CIR/CIN, Alloggiati Web, ROSS1000 e imposta di soggiorno. Se superi la soglia o strutturi l'attività come impresa, devi passare a gestione imprenditoriale.

Sì, il CIN è obbligatorio anche a Como per pubblicare su Airbnb, Booking e altri portali. Va esposto all'esterno dell'immobile e indicato in ogni annuncio online. Se la tua struttura aveva già il CIR prima del 2 novembre 2024, la scadenza di adeguamento era il 1° gennaio 2025; per le nuove attività il CIN va richiesto dopo la procedura regionale e prima della piena commercializzazione. In Lombardia il CIR resta il codice di raccordo regionale, ma negli annunci va mostrato il CIN.

Per un monolocale ben gestito in zona semicentrale a Como, la stima realistica è intorno a €38.000 lordi annui, con ADR medio di circa €178 e occupazione attorno al 59%. In Centro Storico e Borgo Vico si può salire in genere a €42.000-€50.000 lordi, mentre Sant'Agostino e Valduce si muovono più spesso tra €34.000 e €40.000. Como Borghi tende a stare nell'area €28.000-€34.000, mentre Camerlata, Rebbio e Breccia si collocano più spesso tra €22.000 e €28.000. Il risultato finale dipende molto da recensioni, pricing dinamico, qualità delle foto e gestione della stagionalità.

Sì: a Como la tassa di soggiorno per locazioni turistiche, locazioni brevi, CAV, B&B e affittacamere è di €3,00 per persona per notte, fino a 4 notti consecutive. Non la pagano i residenti, i minori di 14 anni e chi supera la quarta notte consecutiva, oltre agli altri casi di esenzione previsti dal regolamento comunale. Come host devi riscuoterla dagli ospiti non residenti, dichiararla mensilmente entro il 15 del mese successivo e riversarla al Comune. Se ometti questi passaggi, il Comune può chiedere tributo, sanzioni e interessi.

A Como, come nel resto della Lombardia, la locazione turistica è una semplice locazione di un alloggio arredato: puoi offrire ospitalità e servizi essenziali, ma non colazione, reception continuativa o servizi para-alberghieri tipici. Il B&B lombardo è invece una struttura ricettiva a conduzione familiare, non continuativa, con massimo 4 camere e 12 posti letto, e richiede SCIA. Per la locazione turistica non imprenditoriale presenti una CIA al SUAP, ottieni CIR e CIN e gestisci gli adempimenti di pubblica sicurezza e statistici. Se vuoi offrire servizi ricettivi continuativi, non sei più nella locazione turistica pura.

Sì, a Como puoi ancora affittare senza partita IVA se resti nel perimetro non imprenditoriale e, dal 2026, non superi 2 appartamenti destinati a locazione breve. Devi però rispettare tutti gli altri adempimenti: pratica SUAP corretta, CIR/CIN, Alloggiati Web, ROSS1000 e imposta di soggiorno. Se l'attività diventa organizzata in modo professionale, con più unità o servizi tipici dell'impresa, la partita IVA diventa necessaria. In quel caso cambiano anche gli obblighi camerali e fiscali.

A Como una gestione professionale chiavi in mano costa in genere tra il 18% e il 25% dei ricavi lordi, a cui vanno aggiunti pulizie, lavanderia, biancheria, manutenzione e consumi. Su un monolocale che incassa circa €38.000 lordi annui, la sola fee di gestione pesa spesso tra €7.000 e €9.500 l'anno. Le pulizie incidono di più nelle zone centrali e premium, dove la rotazione degli ospiti è più alta. Se gestisci da solo riduci le commissioni, ma devi seguire prezzi, comunicazioni, check-in, pratiche burocratiche e conformità normativa.

Per le locazioni brevi la cedolare secca si applica al 21% su un immobile scelto dal contribuente e al 26% sugli altri immobili destinati a locazione breve. Su un appartamento a Como che genera circa €38.000 lordi annui, la cedolare al 21% vale poco più di €8.000, mentre al 26% si avvicina a €10.000. L'opzione si esercita in dichiarazione dei redditi e gli intermediari che incassano i canoni applicano normalmente una ritenuta del 21%. Se non scegli la cedolare, il reddito confluisce nel regime IRPEF ordinario.